“Tu oseresti credere in qualcosa di meno rassicurante della magia?”
Così si apre il primo dei tre episodi che compongono Il gioco del destino e della fantasia, film del 2021 diretto da Ryūsuke Hamaguchi. Un trittico di vite accomunato da incontri fatalistici, del tutto inattesi, che si riveleranno epifanie delle verità più intime delle loro esistenze fino a sconvolgerne la prospettiva. Si tratta, in fondo, della magia del destino e del suo potere di connettere al momento giusto, nel posto giusto, entità che solo apparentemente sembrano disarmoniche ma che fanno parte della medesima sinfonia. Prima un triangolo amoroso, poi un tentativo di vendetta fallito e infine una conoscenza frutto di un malinteso. Sono questi gli scenari in cui si muovono i protagonisti, o meglio le protagoniste, inconsapevoli che quegli eventi fortuiti saranno precursori della loro grande rivoluzione.
Meiko, durante una lunga conversazione in macchina, riconosce che l’uomo frequentato dalla sua migliore amica è il suo ex fidanzato. La felicità di Tsugumi nel descrivere il suo innamoramento spinge Meiko a ricercare quella stessa magia nel rapporto con Kazuaki, ormai deteriorato per via dei continui tradimenti di lei. Il ragazzo, che nel frattempo sta facendo la conoscenza di Tsugumi, aprirà per Meiko qualche speranza confidandole di essere ancora innamorato di lei, ma poi la lascerà fuggire via da sola. E’ così che l’ex ragazza, che non aveva mai vissuto il sentimento descritto da Tsugumi, rivoluzionerà il suo modo di vivere l’amore proiettata nel futuro e non più nel passato.
Nao e Sasaki sono una coppia di amanti che nasce tra le aule universitarie. Lei, restia in amore, confessa più volte di essere vittima irrimediabile della tentazione sessuale, al punto da non poter approfondire nessun rapporto. Il destino, ancora una volta, si inserisce nelle dinamiche più ardue e scioglie i nodi della vita, ponendo Segawa sulla traiettoria di vita di Nao. Nel tentativo di attirare il professore in uno scandalo, Nao scopre in lui la verità dell’intimità e della connessione mentale a porte aperte.
L’ultimo episodio mette in scena con incredibile delicatezza il malinteso che si crea fra Natsuko e Aya, due donne che si incontrano sulle scale mobile e che sembrano riconoscere, l’una nell’altra, persone speciali del proprio passato. L’equivoco verrà sciolto solo a casa di Aya, quando Natsuko la chiamerà erroneamente col nome del suo primo amore. A quel punto hanno ormai stretto un piacevole rapporto di amicizia, alimentato da un “gioco di fantasia” che le vede impersonare vicendevolmente le persone che avevano riconosciuto nell’altra. In questo modo, Aya e Natsuko suturano le ferite del passato liberandosi dei loro rimpianti nell’atto terapeutico della conversazione.
Hamaguchi affida alle parole il potere epifanico della riscoperta di sé. Il dialogo, sorretto dalla magia del caso (o del destino), consente di stabilire connessioni profonde e rivelatorie della propria condizione esistenziale, libera il subconscio e apre l’individuo a mete imprevedibili. Il gioco del destino e della fantasia è un’opera intima e minimale che indaga l’azione sotterranea del destino e la possibilità, sempreverde, di ritrovare la speranza dopo le ferite del passato.
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